I guardiani del quartiere Coppedè tra esoterismo e massoneria

C’è chi lo immagina come il quartiere delle favole, chi trova al suo interno un affascinante riassunto di libri epici e fantastici. Chi vede questo quartiere come la meta domenicale per una visita guidata e chi, come me, ama passeggiarci quando la luce è ormai scesa e le luci dei palazzi segnano una strada più silenziosa e intima. Sto parlando del quartiere Coppedè dove molti di noi sono cresciuti senza rendersi poi tanto conto delle bellezze che racchiude in ogni suo angolo, limitandoci a dare per scontato tutto quello che significano palazzi, immagini, messaggi intorno alla tanto amata Fontana delle Rane nel quartiere Coppedè.

Chi sono i guardiani dei palazzi?

Oggi vorrei parlarvi dei guardiani dei palazzi, ma per farlo facciamo un piccolo passo indietro, perché le curiosità che si celano tra queste vie meritano più spazio per capirle a fondo. Per prima cosa sapete cosa sono i “guardiani dei palazzi”? Sicuramente ne avete visti diversi e i più famosi sono forse quelli di Notre Dame di Parigi, tanto ritratti in film e romanzi, oltre che ammirati guardandovi intorno in ogni angolo. A me hanno cominciato ad affascinare durante un tour per la Roma esoterica.

E siamo a due termini che hanno bisogno di chiarezza. Per primo Esoterico, che molti associano a qualcosa di demoniaco e spaventoso, ma che invece deriva dal greco esōterikós (ἐσωτερικός), che significa “interno” o “riservato a pochi”. Indica qualcosa di nascosto, misterioso o accessibile solo a un gruppo ristretto di persone. Tenete a mente questo discorso di gruppo ristretto di persone, ci torneremo più avanti.  Esoterico quindi e non essoterico, che indica al contrario, una conoscenza aperta e accessibile a tutti.

Il secondo termine su cui soffermarci è guardiano, e può riferirsi a diverse figure, sia reali che simboliche, associate alla protezione e alla sorveglianza di edifici importanti (come su Notre Dame appunto). Ma chi sono questi guardiani? Vediamo insieme alcune tipologie, prima di andare a ricercarli nel Quartiere Coppedè.

Custodi e Figure architettoniche simboliche

In ambito architettonico, esistono elementi decorativi che fungono da “guardiani” simbolici degli edifici:

  • Gargolle: Sono doccioni scolpiti con forme animalesche o mostruose, presenti soprattutto nelle chiese e cattedrali medievali. Oltre alla funzione pratica di drenare l’acqua piovana, avevano il compito simbolico di allontanare gli spiriti maligni.
  • Grifoni: Creature mitologiche con corpo di leone e testa d’aquila, spesso utilizzate come elementi decorativi per simboleggiare forza e protezione. Ad esempio, sulla facciata della Basilica di San Marco a Venezia sono presenti due grifoni che fungono da guardiani simbolici.

Se ci soffermiamo sulle figure esoteriche dei guardiani della soglia, questi rappresentano un’entità simbolica che l’individuo incontra durante il percorso iniziatico o spirituale. Questo guardiano simboleggia gli ostacoli interiori che devono essere affrontati e superati per accedere a livelli più elevati di consapevolezza e conoscenza. Ma non solo, sono dei veri e propri protettori del palazzo, della chiesa o del luogo davanti a cui sono posti e in base a dove guardano devono affrontare diversi “nemici”. Basta osservarli con maggiore attenzione e vedrete che spesso i loro sguardi sono rivolti davanti, a protezione quindi di chi arriva di fronte al luogo che stanno proteggendo. A volte si guardano tra loro, come a dover proteggere il luogo anche da loro stessi.

Le statue poste a guardia degli edifici, note anche come “dvarapala”, hanno una lunga tradizione nelle architetture sacre e profane di diverse culture. Queste figure, spesso rappresentate come guerrieri o giganti temibili, sono collocate all’ingresso di templi, palazzi e altri edifici per proteggere i luoghi sacri o importanti. A volte sono anche più semplicemente le statue di apostoli o santi.

Come sono pensate le statue a guardia dei palazzi

L’orientamento di queste statue può variare come già accennato: alcune guardano direttamente avanti, mentre altre sono rivolte lateralmente. Questa differenza nell’orientamento potrebbe avere diverse interpretazioni, tra cui:

  • Funzione simbolica: Le statue rivolte frontalmente possono rappresentare una protezione diretta e vigile verso chi si avvicina, mentre quelle orientate lateralmente potrebbero simboleggiare una sorveglianza più ampia dell’area circostante.

  • Considerazioni architettoniche: L’orientamento delle statue potrebbe essere stato influenzato dal design complessivo dell’edificio e dalla disposizione degli spazi circostanti, garantendo un’armonia estetica e funzionale.

  • Tradizioni culturali: In alcune culture, l’orientamento delle statue guardiane è determinato da specifiche convenzioni rituali o simboliche, riflettendo credenze locali sulla protezione e la spiritualità.

Il quartiere Coppedè… luogo misterioso, esoterico e massonico?

Entriamo nel vivo del nostro articolo, vedendo come il Quartiere Coppedè a Roma sia ormai punto focale del turismo della Capitale, essendo un affascinante angolo della città, noto per la sua architettura eclettica e i dettagli unici che adornano i suoi edifici. Progettato dall’architetto Gino Coppedè tra il 1915 e il 1927, il quartiere combina elementi di diversi stili architettonici, creando un’atmosfera fiabesca e misteriosa.

Uno degli aspetti più intriganti del quartiere è la presenza di figure decorative che sembrano fungere da “guardiani” dei palazzi. Questi elementi ornamentali, che includono mascheroni, animali mitologici e simboli esoterici, aggiungono un ulteriore livello di fascino e mistero agli edifici. Poche strade racchiudono questo quartiere, e l’alto numero di guardiani dovrebbe sorprenderci.

Immaginiamo una visita virtuale o meglio digitale del quartiere

All’ingresso del quartiere percorrendo la piccola Via Dora, su via Tagliamento, si trova un grande arco ornato da un lampadario in ferro battuto. Questo arco collega i due Palazzi degli Ambasciatori, caratterizzati da torri decorate con bassorilievi, mosaici e ritratti di antiche divinità. Le torrette presentano figure come la Nike alata e “madonnelle” che sembrano accogliere i visitatori, quasi a fungere da custodi simbolici del quartiere.

Un altro edificio degno di nota è il Palazzo del Ragno, il cui nome deriva da una decorazione raffigurante un ragno sulla facciata, simbolo di operosità. Questo dettaglio ornamentale può essere interpretato come un guardiano silenzioso, che veglia sull’edificio e sui suoi abitanti.

Il Villino delle Fate è un altro esempio di come le decorazioni fungano da guardiani simbolici. Questo edificio presenta una combinazione di materiali e stili diversi, con figure mitologiche e animali scolpiti che sembrano proteggere la struttura e raccontare storie antiche.

La presenza di questi “guardiani” nel Quartiere Coppedè non solo arricchisce l’estetica degli edifici, ma contribuisce anche a creare un’atmosfera unica, dove ogni dettaglio architettonico invita i visitatori a immergersi in un mondo di simbolismo e fantasia.

La storia del quartiere più magico di Roma

Il progetto del Coppedé nacque nei primi anni ’20, basandosi su un piano regolatore del 1909 varato sotto la guida del sindaco Ernesto Nathan, esponente della massoneria. L’area era inizialmente destinata alla nascente borghesia impiegatizia dell’Italia postunitaria, ma l’elevata qualità delle costruzioni e il livello di comfort offerto dagli appartamenti – dotati di termosifoni, cucine a gas e impianti igienici moderni – attrassero ben presto le classi più abbienti, che ancora oggi vi risiedono con studi e abitazioni di prestigio. [Fonte]

L’architetto dietro questo singolare complesso fu Gino Coppedé (1866-1927), fiorentino e quasi certamente massone, la cui passione per la sua città natale traspare dalla presenza di stemmi medicei che decorano il Palazzo degli Ambasciatori e il Villino delle Fate. Oltre alla celebre Fontana delle Rane, che si erge al centro di Piazza Mincio, il quartiere sprigiona un’aura oscura e carica di simbolismo esoterico.

Prima dei restauri, il Coppedé appariva ancora più suggestivo con il suo complesso intreccio di stili: Liberty, classico, bizantino, assiro-babilonese, medievale e gotico si mescolano in un’architettura unica nel suo genere. Tra le curiosità più affascinanti, spicca la Vittoria alata che domina il torrione all’ingresso principale, simbolo del trionfo di una nuova borghesia estranea alla Roma papale e in aperto contrasto con essa.

Gli edifici sono carichi di dettagli simbolici che si discostano dalla tradizione cristiana e cattolica della capitale. L’asimmetria voluta da Coppedé, che spesso ricorda le prospettive impossibili di Escher, sembra voler invertire i canoni dell’architettura sacra romana. Elementi di culture precristiane e mediorientali si fondono in un messaggio che appare come un rifiuto delle gerarchie ecclesiastiche e delle tradizioni cattoliche.

Uno degli esempi più emblematici di questa simbologia si trova sul Liceo Avogadro, dove un mosaico raffigura tre dadi, un gallo e un calice. Questi elementi, che nel cristianesimo richiamano la Passione di Cristo e la sua Resurrezione, assumono in chiave massonica un significato differente: il dado rappresenta il muratore novizio, il gallo è simbolo della conoscenza, mentre il calice richiama il Graal, meta ultima dell’iniziato.

Anche il ragno di cui abbiamo parlato precedentemente è un ulteriore rimando alla tradizione massonica e al concetto di rete di conoscenza. Nella stessa facciata del Palazzo del Ragno, un affresco con un cavallo che trasporta un’incudine e due martelli richiama l’operosità dei muratori e degli artigiani, concetti chiave nella simbologia massonica.

La stessa statua che potrebbe sembrare una Madonna è una icona enigmatica e che, a un’osservazione più attenta, si rivela priva di aureola e raffigurata in una posa non comune poichè il bambino ha le braccia in posizione aperte verso l’esterno. Un’immagine lontana dalla tradizione iconografica cristiana, che lascia spazio a molteplici interpretazioni alchemiche ed esoteriche.

Arte e mistero si legano insieme, uscendo dagli schemi preimpostati di una religiosità cattolica che impernia ogni angolo della Città Eterna, fatta eccezione per questo piccolo angolo misterioso.

A breve continueremo questo argomento con una intervista che vi lascerà a bocca aperta… Continuate a seguirci! Potete mettere anche un alert su ogni nuovo articolo in uscita o seguirci su Google News.

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